venerdì 29 gennaio 2010

Di cosa è fatta la ripresa degli USA

di Maurizio Blondet

Non c’è bisogno di parole per spiegare questa tabella, che indica le consegne di beni durevoli in USA. Solo il settore militare prospera (+15%), grazie alla «domanda» del Pentagono. Tutti gli altri settori industriali e civili sono crollati tragicamente: da -18 per le macchine utensili e i computers, a -30 per le auto, ad un abissale -33 per le industrie avanzate di semiconduttori (microchips) e i materiali per telecomunicazioni. Ancora più tragico il collasso degli ordinativi, che indicano la situazione nel prossimo futuro: -44 la domanda di metalli primari, -65 la domanda di nuovi aerei per uso civile.

martedì 26 gennaio 2010

27 gennaio, per non dimenticare

A partire dalle ore 9,30 a Palazzo Ducale nella sala del Maggior Consiglio si terrà la Cerimonia Ufficiale del Giorno della Memoria.

L'oratore ufficiale sarà Giovanni Maria Flick,
Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

giovedì 14 gennaio 2010

Bersani a Rosarno contro la 'ndrangheta, per la legalità

“Sarò a Rosarno il 14 gennaio per dare il segno che da parte nostra non c’è solo interesse verso una vicenda tanto agghiacciante, ma c’è anche la determinazione di far seguire fatti concreti”. Con queste parole Pier Luigi Bersani apre la conferenza stampa per presentare le proposte PD sulla lotta alla ‘ndrangheta e annuncia la sua partecipazione a l’iniziativa “Per la legalità, giornata nazionale di solidarietà”, indetta dai democratici.

La visita odierna di Bersani in Calabria prenderà il via da Lamezia Terme (ore 11). Il segretario si recherà a Palmi alle ore 14, per poi chiudere la giornata a Rosarno alle 15.15.Presenti alla conferenza anche il responsabile giustizia, Andrea Orlando, i capigruppo in commissione Giustizia di Camera e Senato, Donatella Ferranti e Felice Casson e Laura Garavini, capogruppo in commissione Antimafia. Lo scopo dell’iniziativa PD, secondo il segretario, è “di riportare allo scoperto una realtà troppo sottaciuta com’è la ‘ndrangheta e allo stesso tempo di rafforzare la battaglia e non lasciare solo chi è sul fronte”.

È necessario inoltre riflettere sul binomio “immigrazione e lavoro: temi sociali che si affacciano in modo drammatico. Il problema che in Calabria si è manifestato con picchi altissimi, esiste in tutta Italia. Le normative esistenti non sono riuscite ad affrontare un problema semplice: se in alcuni settori non abbiamo mano d'opera, noi dobbiamo decidere se rinunciare ad essi. Sbaglia il sottosegretario Mantovano quando dice 'non e' vero che gli italiani non vogliono fare più i lavori agricoli, ma non li vogliono fare a quei prezzi’. La questione e' che il mercato del lavoro non incrocia queste esigenze: o si fa un'immigrazione regolare oppure dire 'no' alla clandestinità e' come fermare l'acqua con le mani. Non si possono agitare solo i problemi come fa la destra; bisogna anche affrontarli. Non si può solo agitare lo spettro della clandestinità quando si governa per la maggior parte degli ultimi anni, si ha la legge Fini-Bossi e si ha il ministero dell'Interno''.

Lotta alla ‘ndrangheta: le 7 proposte del PD. I democratici porteranno in aula una serie di misure da adottare con la massima urgenza.

1) Prima fra tutte la rapida approvazione delle norme contro l’auto riciclaggio, oggi non previsto come reato e da equiparare invece al riciclaggio. È Laura Garavini a spiegare che “il segnale più forte che si possa dare alla ndrangheta è quello che intacca il suo potere economico, perciò punire l’investimento di soldi provenienti da attività illecite è più che doveroso”.

2) Così come dovrebbe essere costituita in fretta l’Agenzia nazionale dei beni confiscati rimodulata la norma che prevede la vendita all’asta dei beni confiscati. “questa purtroppo, spiega la deputata PD, è una delle tante promesse non mantenute dal ministro Maroni, come lo scioglimento del Comune di Fondi”.

3) Come evidenziato da Orlando, “Il Pd chiede anche la riformulazione dell’articolo 416 bis del codice penale e relativo formale inserimento della parola “n’ndrangheta”.

4) Inoltre, il responsabile Giustizia, chiede “la rapida calendarizzazione del ddl presentato dal PD sull’assegnazione alle procure dei magistrati di prima nomina per sopperire ai problemi di organico”. Sul punto è Donatella Ferranti ad evidenziare la “drammatica carenza di personale giuridico in tutta Italia, ma in particolare nelle procure di Nicosia, Catanzaro, Palermo e Catania".

5) Il Pd propone l’immediata estensione dei protocolli per la Legalità. Per garantire con la massima trasparenza le procedure di spesa assumendo l’obbligo, prima di procedere alla stipula del contratto d’appalto, o all’autorizzazione ai subappalti e/o subcontratti, di acquisire da parte delle competenti Prefetture informazioni antimafia sul conto delle imprese aggiudicatarie e subappaltatrici interessate, anche se hanno sede legale al di fuori della provincia.

6) Il senatore Felice Casson ha posto l’accento sull’immediato ritiro del ddl del Governo (attualmente all’esame del senato) che complessivamente limita il ruolo delle intercettazioni quale mezzo di ricerca della prova. “Non è condivisibile la limitazione circa l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelle in cui sono state autorizzate, soprattutto se si pensa che raramente l’indagine prende il via da un’accusa di associazione mafiosa, più spesso si parte da reati minori, cosiddetti satellite”. La proposta dei democratici prevede di stringere le maglie attorno agli atti e alle attività concernenti i vari siatemi di intercettazione, responsabilizzando gli attori di ogni singola fase procedimentale, istituendo un archivio riservato, imponendo la eliminazione di qualsiasi nota o appunto concernenti persone estranee al procedimento.

7) Infine, prendendo spunto dai fatti calabresi di questi giorni, si sollecitano l’elaborazione e l’introduzione di nuove norme capaci di colpire più efficacemente il rapporto tra mafie e sfruttamento degi immigrati, il cosiddetto caporalato.Leggi le nostre proposte.

sabato 9 gennaio 2010

Il PD si faccia promotore a Rosarno di una grande manifestazione in difesa della legalità e dei diritti dei lavoratori

Lettera aperta al Segretario del Partito Democratico
On.le Pier Luigi Bersani

Caro Pier Luigi,
i fatti di Rosarno continuano a rimbalzare da un TG all'altro, arricchendosi di nuove notizie di violenze e di gravi ferimenti. E' in atto una vera e propria guerra civile tra immigrati, sfruttati e privati di ogni dignità, e la criminalità organizzata che vorrebbe continuare a sfruttare quella manodopera a buon mercato e senza diritti.

Penso che tutto ciò vada ascritto, in buona misura, alla attuale legge sull'immigrazione, la cosiddetta Bossi-Fini che, impedendo di fatto la regolarizzazione degli stranieri anche quando essi trovino un lavoro regolare, li sospinge inevitabilmente tra le braccia dei caporali e di quanti vivono di questo orrendo commercio.

Il fatto poi che tale abominio si svolga praticamente alla luce del sole, senza che nessuno intervenga per porre fine a questa vergogna, nell'indifferenza o, peggio, nell'impotenza della pubblica amministrazione che allarga le braccia e lascia campo libero alla criminalità organizzata, è un'ulteriore aggravante di questa situazione.

L’attuale Governo non ha voluto affrontare il problema del lavoro dei migranti concedendo solo per le badanti una sanatoria che avrebbe invece come è logico dovuto essere estesa a tutti i lavoratori stranieri. Il fatto poi che sia stato introdotto il reato di clandestinità rende ancora più deboli e ricattabili questi esseri umani, ora più che mai in balia dei loro sfruttatori.

Ora mi rivolgo a te, al nostro segretario, perchè penso che il Partito Democratico abbia il dovere di rappresentare la parte migliore del nostro Paese, quella che rifiuta lo sfruttamento di esseri umani e che chiede rispetto per la loro dignità, che è poi la dignità di tutti noi.

I diritti o sono di tutti o non ci sono per nessuno: nella battaglia degli immigrati di Rosarno si rispecchiano tutte le battaglie per i diritti, la dignità e il lavoro, anche quelle di noi cittadini italiani.

Ritengo doveroso che il Partito si faccia promotore di una grande manifestazione a Rosarno, per catalizzare tutte le forze che dicono NO allo sfruttamento e chiedono con forza che sul territorio calabrese sia ristabilito il controllo e la potestà dello Stato.

Invitiamo anche i sindacati perché questa è una battaglia di lavoratori per rivendicare i loro diritti troppo a lungo negati: forse che la loro condizione di migranti clandestini ne rende lecito lo sfruttamento brutale? Guai a tollerare falle nel sistema dei diritti, perché indeboliamo i diritti di tutti, anche i nostri, anche di coloro che si sentono lontani da quella realtà.

Credo che una manifestazione a Rosarno sarebbe una grande iniziativa in grado di risvegliare le coscienze e di ridare un po' di fiducia anche alle popolazioni locali da troppo tempo costrette a convivere con la paura e l'assenza di legalità, e per questo ormai rassegnate a convivere con il fenomeno malavitoso.

Con stima e rispetto
Sonia Zarino
Presidente dell'Assemblea Regionale del Partito Democratico della Liguria

venerdì 8 gennaio 2010

Saviano: Gli immigrati difendono anche i nostri diritti

Rosarno è una realtà che nessuno vuole vedere: eppure tutti sanno che migliaia di immigrati sono sfruttati in quelle campagne, ridotti in stato di schiavitù e impiegati nelle campagne per pochi euro al giorno. E' una vergogna che deve finire, è indegno dell'Italia permettere che questo sfruttamento vada avanti. Qui c'è chi specula e ricatta gli immigrati clandestini anche grazie alle leggi razziste che impediscono ogni regolarizzazione possibile anche a chi trovi un lavoro regolare. Non resta che lo sfruttamento, brutale e spietato, mentre chi dovrebbe agire si volta dall'altra parte.
Condivido molto quanto detto da Saviano, intervistato da SKY TG24: "L'insurrezione degli africani nella città calabrese rappresenta un malessere del Paese. L'episodio delle schioppettate contro gli immigrati è un modo per misurare la propria forza, non una ragazzata. Gli immigrati vengono qui a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma vengono anche a difendere diritti che agli italiani non interessa più difendere".


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