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lunedì 14 settembre 2009

Il taglio della classe all'istituto alberghiero di Lavagna: espressione di opinione e odg in Provincia

La brutta sorpresa che diverse decine di famiglie hanno avuto all'atto dell'iscrizione mancata dei loro figli all'alberghiero di Lavagna approderà in Consiglio Provinciale con una espressione di opinione sul caso e il successivo deposito di un ordine del giorno in cui si richiede alla Provincia di attivarsi presso il Ministero e tutti gli enti competenti per riattivare la classe tagliata.
Stupisce molto, in effetti, che un istituto che "sforna" professionalità molto ricercate dall'industria alberghiera locale sia pesantemente penalizzato dalla recente riforma scolastica, che taglia indiscriminatamente insegnanti e classi senza nessun criterio, tanto meno meritocratico, visto che la scuola alberghiera è una realtà fortemente radicata nel territorio con il quale ha instaurato una forte sinergia ed i cui risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti.

giovedì 10 settembre 2009

A Lavagna la Scuola Alberghiera perde una classe per i tagli voluti da Tremonti

I nefasti effetti della cosiddetta “riforma Gelmini” si sono materializzati anche nel Tigullio ed in particolare a Lavagna.
La Scuola Alberghiera si è vista rifiutare l’istituzione di una prima classe, esistente da quattro anni e gestita in forma integrata con l’Istituto Professionale di Stato “Marsano”.

Tutto ciò perché, nonostante la disponibilità della Provincia di Genova e della Regione Liguria a garantire la copertura economica di loro competenza, il Ministero non ha concesso l’autorizzazione di spesa in nome del risparmio!

Tale decisione lascia letteralmente a spasso 25 studenti che, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, sono obbligati a cercare di iscriversi ad altre scuole alberghiere, a Genova o a La Spezia, affrontando notevoli difficoltà logistiche ed economiche, o a cambiare totalmente indirizzo di studio.

Il PD di Lavagna è solidale, con gli Alunni e le Famiglie, nel contrastare questa sconsiderata scelta e l’idea di Scuola e di Formazione portata avanti dal Governo Berlusconi che mira ad indebolire la scuola Pubblica e il diritto, previsto dalla nostra Costituzione, allo studio.

Abbiamo appreso che alcuni esponenti Comunali e Regionali del PDL hanno presentato interpellanze rispettivamente al Sindaco di Lavagna e alla Giunta Regionale, in cui chiedono agli Enti citati di intervenire per cercare di trovare una soluzione al problema.

Il PD di Lavagna ritiene che il fine di queste azioni sia condivisibile ma invita gli esponenti del Popolo della Libertà a rivolgere le loro interrogazioni e le loro lamentele al Ministro Gelmini e al Governo Berlusconi, poiché, ripetiamo, il responsabile di questa scelta scellerata è il MIUR, che ha deciso di tagliare gli organici del corpo docenti dell'Istituto Marsano facendo così mancare gli insegnanti che avrebbero dovuto seguire la classe “tagliata”.

martedì 15 aprile 2008

Lavagna, testa a testa tra PD e PDL nelle elezioni 2008

Dopo lo spoglio dei voti, sono soltanto 350 i voti che separano il PD dal PDL: 2863 contro 3179.
Il PD si conferma quindi come un partito capace di raggruppare le forze progressiste e riformiste del Paese, e se la tornata elettorale non gli ha consegnato la guida del Paese, molto dipende dal grande successo della Lega e dal contemporaneo astensionismo, che è stato appannaggio soprattutto dei delusi del centro-sinistra.
A Lavagna la coalizione PDL+Lega ha totalizzato il 47,81% dei consensi, mentre quella PD+Lista Di Pietro si è fermata al 40,51%, con una differenza di 580 voti.
Tentando una prima analisi, potremmo dire che il risultato favorevole alla destra vede premiata una visione del Paese ripiegata su se stessa. Questa visione conservatrice, che da destra enfatizza i pericoli insiti nei grandi cambiamenti socio-economici a livello globale, tende a dare risposte di retroguardia, cavalcando populisticamente i timori che serpeggiano nella società e che fanno temere un drastico abbassamento del tenore di vita fin qui condotto.
I moderati appartenenti al ceto medio-basso sono senz'altro i soggetti più sensibili, perchè più vulnerabili, su temi quali la globalizzazione, l'immigrazione, l'aumento dei prezzi, la pressione fiscale.
Se la Cina si fa minacciosa sui mercati, ecco che Tremonti ripropone i dazi, che tutti i più autorevoli economisti bollano come inutili se non dannosi, ma che per i piccoli imprenditori sono una misura semplice da capire e fortemente desiderata.
In generale, vince una visione egoistica del proprio futuro, ed è egoistica perchè pessimistica, perchè pensa che le cose andranno peggio, e che allora occorre approntare le difese per resistere alla tempesta che verrà. E' una psicologia da città sotto assedio, creata e coltivata durante il precedente governo berlusconi e poi nei due anni di opposizione. Non è certo con questo spirito di retroguardia che potremo andare incontro ai cambiamenti che caratterizzeranno il mondo nei prossimi anni, perchè la Storia insegna che chi resiste alla sua corrente, non sapendovi navigare con mano ferma e sguardo aperto, inesorabilmente finirà per scomparire tra i flutti.

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