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domenica 10 ottobre 2010

Idee e progetti per allearsi con l'Italia: Assemblea Nazionale del Partito Democratico

Si è conclusa anche questa Assemblea Nazionale di Varese, un luogo simbolico per dire che il PD sa parlare anche al Nord, perchè è un partito che sa parlare a tutto il Paese, un Paese che non mira a dividere, ma ad unire attorno ad un progetto complessivo che pone il bene comune al centro dell'azione politica.

L'Italia non merita questo governo che l'ha illusa con false promesse, che l'ha spaventata con falsi allarmi o che, al contario, l'ha falsamente rassicurata e ne ha definitivamente bloccato quelle energie che, a parole, diceva di voler liberare. Questo governo ha saputo liberare solo gli istinti peggiori delle cricche, dei faccendieri, degli sfruttatori di lavoro nero: è ora di dire basta e mettere al centro chi, onestamente e rispettando le leggi, lotta ogni giorno con la crisi economica e lavora, studia, fa ricerca. Solo aiutando questa che è la parte migliore della nostra società potremo davvero, tutti insieme, ripartire con un rinnovato patto per l'Italia e sconfiggere, smascherandola, la visione populistica del berlusconismo e del leghismo.

Per questo è necessario chiamare a raccolta tutti coloro che vogliono davvero cambiare pagina, e vogliono per cominciare ridare ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i loro rappresentanti in parlamento. Cambiare la legge elettorale è la priorità in questo momento, ed è giusto allearsi con chi condivide questa priorità. Come ha detto Bersani, occorre "un’alleanza democratica per tutelare le regole del gioco." Quanto al "dopo", si comincia ora a lavorare per unire le forze di centrosinistra che però abbiano "attitudine di governo": non si rifà l'Unione, chiarisce il Segretario.

A Varese abbiamo parlato di questo ma soprattutto di cosa vogliamo fare nei mesi futuri in tema di scuola, trasporto pubblico, immigrazione, economia, fisco, enti locali, quali idee vogliamo portare avanti per parlare all'Italia di futuro. Perchè, come dice la nostra Presidente, Rosy Bindi, "adesso tocca a noi".

mercoledì 11 novembre 2009

Dopo il Congresso, tutti insieme per un PD forte e radicato nella società

Care Democratiche, Cari Democratici

il giorno dell’Assemblea Regionale ha segnato, anche in Liguria, una tappa ad un tempo conclusiva e fondativa di un percorso in cui ci siamo alfine ritrovati a camminare tutti insieme per dare corpo e voce alle idee che il PD vuole portare avanti.

La relazione del nuovo segretario, Lorenzo Basso, ha rispecchiato molto coerentemente i temi già proposti nel corso del congresso: essere prima di tutto un partito popolare, che guarda ai ceti produttivi intesi come operai, impiegati, dipendenti e piccoli imprenditori. Tutti coloro, cioè, che vivono del loro lavoro, e si trovano ad affrontare con difficoltà una crisi economica che il Governo e la destra hanno fino a ieri negato e che oggi ritengono sia già alle nostre spalle.
Il PD vuole anche essere un partito laico, in grado di confrontarsi sui programmi con tutti coloro che vogliano portare avanti una alternativa concreta all’attuale Governo della destra.
E vuole anche essere un partito aperto a tutti coloro che ne condividono i valori, un partito che è anche per questo dotato di una solida struttura organizzativa. Un partito aperto al dialogo e al confronto a partire dai circoli fino ad arrivare agli organismi nazionali.

Condivido profondamente questi principi, dei quali Lorenzo Basso, per la sua storia personale e politica, è sempre stato un convinto sostenitore. Anche per questo l’avermi proposto quale Presidente dell’Assemblea Regionale mi ha fatto sentire profondamente onorata.

So che Lorenzo si impegnerà a fondo, insieme a tutto il gruppo dirigente, per dare gambe a questo progetto di PD popolare, laico, aperto e in grado di dialogare con il mondo, capirne i rapidi mutamenti, proporre percorsi e soluzioni che dovranno essere necessariamente condivisi con tutti, a partire dagli iscritti, ma senza escludere (e come si potrebbe?) l’opinione della società civile nel suo complesso.

Una cosa che ho spesso ripetuto durante le diverse fasi congressuali era proprio l’importanza che ha, a mio avviso, la circolazione delle idee tra i diversi livelli territoriali. Circolazione che non deve avvenire in un solo senso, ma al contrario muoversi dal centro ai territori e viceversa.
Gli organismi dirigenti, è vero, devono fare sintesi e prendere su di sé le responsabilità che via via sarà necessario assumere, ma queste scelte saranno tanto più espressione reale del Partito se saranno frutto di una elaborazione corale e in grado di tenere davvero conto del contributo di tutti, a cominciare dal singolo iscritto ma anche di coloro che intendono a qualunque titolo partecipare con idee e punti di vista al dibattito e al confronto con il PD.

Per questo è necessario, io credo, porre le condizioni concrete alla partecipazione cercando costantemente il confronto con tutti, a tutti i livelli, sugli argomenti nazionali ma anche sulle questioni locali e localissime, perché così ci si radica e si instaura quel dialogo quotidiano con la gente, così diverso dalla politica fatta unicamente a partire dai sondaggi.

Ci riuniremo presto per iniziare a dare concretezza alla proposta politica del partito, anche in vista delle prossime elezioni Regionali, ed è in questa occasione che possiamo e dobbiamo contribuire con le nostre elaborazioni e indicazioni allo sviluppo di un dialogo serrato e denso di proposte, osservazioni, critiche quando necessario.

Ogni iscritto, ogni simpatizzante, deve avere la possibilità di partecipare e contribuire alla costruzione di un partito che deve, più che mai, essere vicino alla sua base di riferimento e con essa ricostruire un rapporto di fiducia e di ascolto, per sostenere, a livello di regione la riconferma di Claudio Burlando e per preparare, a livello nazionale, una alternativa credibile al governo della destra. Nel momento stesso in cui questa alternativa sarà pronta, sono certa che molti di coloro che non ci hanno votato e soprattutto molti che non votano più perché delusi dalla politica, torneranno a darci la loro fiducia.

sabato 13 giugno 2009

Il Partito Democratico che vorrei

Vorrei un PD che mettesse al centro della sua azione i concetti di solidarietà, equità, giustizia, laicità, lavoro, rispetto delle regole, stato sociale, libertà di espressione, tolleranza, condivisione delle scelte.

Vorrei un PD dove è facile riconoscersi poichè chiare sono le parole che porta avanti, e dove i tatticismi non sono la regola, dove sono le idee a contare e non i raggruppamenti e le cordate.

Vorrei un PD che tornasse a porre la questione morale, a denunciare il conflitto di interessi, e che scegliesse, senza se e senza ma, di essere dalla parte dei più deboli.

Un PD che sappia prospettare ai giovani una speranza per il futuro, dove contino davvero il merito e non servano raccomandazioni, dove essere di sinistra non è una forma di snobismo intellettuale, ma è una reale occasione di emancipazione sociale.

Un PD vincente, perchè capace di portare avanti una visione protesa verso un futuro migliore per tutti. Un futuro che si costruisce con la formazione di qualità, la ricerca, il lavoro, un futuro che non dobbiamo farci scippare dal pensiero unico del Grande Corruttore.

domenica 26 aprile 2009

Le perplessità dei pendolari in merito al nuovo Contratto di Servizio tra Regioni e Trenitalia illustrate nel corso del 1° Forum Nazionale Trasporti

Venerdì 24 Aprile 2009, Sala Conferenze Partito Democratico (Roma)

Promosso da Sergio Gentili, responsabile nazionale del settore trasporti, il forum ha suscitato molto interesse e ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del Partito Democratico: amministratori locali, responsabili di settore, rappresentanti dell’associazionismo, deputati, senatori. Presenti anche Alessandro Bianchi, già Ministro dei Trasporti nel 2006, Tiziano Treu, già Ministro dei Trasporti e della Navigazione nel 1998, e Pierluigi Bersani, già Ministro dello Sviluppo Economico nel 2006 e che aveva l’incarico di fare l’intervento conclusivo del forum.

E’ stata un’occasione particolarmente importante per fare il punto sulle tante e articolate problematiche che caratterizzano la mobilità riferita a persone e merci in Italia, come ha bene illustrato Sergio Gentili nella sua relazione introduttiva. E’ venuto il momento per il PD di mettere al centro dell’agenda politica la questione dei trasporti poiché riguarda strati sempre più ampi di popolazione, a cominciare ai pendolari che, come è noto, sono quasi 15 milioni, e vanno crescendo sempre di più.

In considerazione dell’attuale momento che vede le Regioni impegnate per chiudere i nuovi contratti di servizio con Trenitalia, ho ritenuto doveroso portare all’attenzione dell’assemblea tale importante tematica, esplicitando i timori che il nuovo contratto, basato sul modello “a catalogo” stanno suscitando tra gli utenti.

Suscita perplessità soprattutto la richiesta da parte di Trenitalia di un pagamento non più in base ai km*treno, ma in base al tempo di erogazione del servizio, premiando paradossalmente quello che gli utenti considerano all’opposto un disservizio, ossia l’allungamento dei tempi di percorrenza.

Ho illustrato ad un attento uditorio il documento dei “10 punti” elaborato e sottoscritto dal Coordinamento dei Pendolari Liguri insieme a 21 altre associazioni di pendolari, consumatori e cittadini, spiegando come chiedessimo di inserire nel Contratti dei principi di premialità legati al raggiungimento di obiettivi prefissati: diminuzione tempi di percorrenza, puntualità, numero passeggeri trasportati, pulizia, e così via.

Il tema era delicato, ma a rischio di urtare qualche sensibilità andava fatto il tentativo di sensibilizzare i vertici del Partito su questa vicenda cruciale, anche perché il tempo stringe e i Contratti vanno chiusi, ma non al prezzo di penalizzare ancora una volta i pendolari.

Si può fare qualcosa? Certamente sì, dato che Trenitalia è pur sempre una azienda di Stato e anche dall’opposizione si può sempre cercare di coinvolgere la maggioranza su un tema che interessa così tante persone.

Pierluigi Bersani, nella sua sintesi conclusiva, ha molto insistito sul tema del trasporto pubblico e sulla necessità di dare risposte serie e convincenti agli utenti, che si rivolgono a questo tipo di trasporto soprattutto nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando. Il trasporto pubblico quindi, al pari della sanità, delle scuole, dei servizi sociali, è una importante componente del welfare sulla quale le persone devono poter contare.

E’ ovvio che non si offrono i servizi senza fare le infrastrutture: tuttavia è il servizio agli utenti che deve rappresentare il punto di riferimento, lo scopo vero cui tendere. Bersani molto onestamente ammette che spesso non è così, e che prevale la politica dell’infrastruttura: è ora quindi di imprimere un cambiamento.
Del resto, il tema del “servizio universale” vale per tutti i settorii: come non porsi la domanda sulla quantità minima di servizi da garantire a tutti i cittadini?
E’ anche necessario che vi siano delle Authority che controllino e dirimano le controversie: non si tratta di tornare alle vecchie aziende di Stato, quanto a disporre di organismi pubblici che davvero siano in grado di assicurare i servizi migliori in termini di costi e benefici, controllandone rigorosamente l’applicazione.
Infine, investire nel trasporto pubblico, acquistare treni e autobus, si tradurrebbe in un formidabile volano economico per le aziende del settore metalmeccanico, tra le più colpite dalla crisi, e darebbe una mano alla nostra economia ad uscire dal periodo più difficile della crisi.

Non possiamo che dirci completamente d’accordo con Bersani, e speriamo vivamente che questo suo richiamo alla centralità del servizio per l’utenza giunga alle orecchie di chi sta trattando i nuovi contratti di servizio, rendendoli più ricettivi delle nostre richieste.

Concludo ringraziando il PD, e Sergio Gentili in particolare, per questa iniziativa cui seguiranno molti altri momenti di approfondimento e di lavoro da cui potranno scaturire idee e strategie che contribuiranno a formare le opinioni del Partito su questo tema cruciale della mobilità e dei trasporti.

giovedì 9 ottobre 2008

Gazebi del PD in difesa del trasporto pubblico locale

Il 20 ottobre p.v. si svolgerà una importante iniziativa promossa dal Partito Democratico in favore del trasporto pubblico locale, individuato dal Partito quale tema centrale per i prossimi mesi.

In tutte le principali città italiane verranno realizzati presidi dove verranno distribuiti volantini che illustrano come l’attuale politica di tagli indiscriminati penalizzi ulteriormente il trasporto Pubblico Locale e come invece occorra tornare ad investire convintamente nelle politiche per il TPL, che molti analisti individuano come una delle maggiori emergenze negli anni futuri.

Un gazebo verrà allestito, sin dalla prima mattina, nei pressi della stazione ferroviaria di Chiavari, mentre altri presidi e volantinaggi verranno effettuati nelle altre località del Tigullio.
E' un'occasone importante anche per dare visibilità sul territorio all'azione concreta che il PD sta portando avanti in difesa dei servizi pubblici (come ad esempio la scuola), del sistema del welfare che è sempre più spesso posto sotto attacco e già eroso dagli ultimi provvedimenti del Governo.

mercoledì 17 settembre 2008

La Scuola di Cortona: per un nuovo Rinascimento politico


Ebbene sì, anch’io c’ero! Dove, direte voi? A Cortona! Alla Scuola Estiva del Partito Democratico! Eh, quanto entusiasmo, non sarà troppo? Ebbene no, cari compagne, compagni, amiche ed amici, l’entusiasmo è di rigore, perché davvero è stata una esperienza molto positiva. Ho aspettato qualche giorno per far sedimentare un po’ i ricordi, le impressioni, i giudizi, e devo dire che permane in me una bella sensazione, dovuta alle tante cose intelligenti e propositive che ho avuto modo di ascoltare e di vedere.

Era bello vedere che tutti erano lì per capire, discutere, trovare risposte ma, ancor più, porre (e porsi) domande. Già dall’inizio, nella splendida cornice di Castiglion del Lago, il discorso di Edgar Morin ha avuto il merito di portarci subito nel cuore dei problemi concreti di cui la politica spesso si dimentica, presa dalle guerre di potere o intrappolata dentro stanchi ideologismi. Concretezza, semplicità, rigore nella difesa dei valori che contano, un nuovo umanesimo in grado di guardare qui ma anche altrove, lontano nel mondo, con curiosità e non con paura: da subito ho avuto la sensazione che sarebbero state giornate ben spese, e così è stato. La seconda sorpresa è stata quella di vedere che, accanto a tanti giovani, vi erano anche persone più adulte (come me, che ho ormai superato gli ‘anta), animate dallo stesso entusiasmo e dalla stessa curiosità di vedere e ascoltare da vicino personaggi del calibro di Spitz, Fitoussi, Rifkin, e tanti altri…

La cosa più difficile? Scegliere le lezioni di questo o quel relatore, dato che erano tutte interessanti e, infatti, tutti ne sono rimasti molto soddisfatti. Tra le cose che mi sono restate maggiormente impresse, la lezione di Bernard Spitz sul futuro dello stato sociale, destinato a crollare sotto il peso dello squilibrio demografico (sempre più anziani in pensione e sempre meno giovani attivi) in assenza di opportune politiche correttive, quella di Jean-Paul Fitoussi sul rapporto tra politica e regole nell’Europa di oggi, quella di Jeremy Rifkin sulla nuova rivoluzione industriale basata sulla produzione diffusa di energia per superare quella che lui definisce l’era dei combustibili fossili ormai al tramonto.

Ad un tratto si è materializzato Walter Veltroni, anche lui a curioso di ascoltare questo illustre personaggio, e Rifkin non ha perso l’occasione per chiedergli di impegnarsi su questa strada, invero rivoluzionaria e potenzialmente capace di risolvere gran parte dei problemi energetici del nostro mondo.

Giuliano Amato, l’ultimo “docente” in programma, ha sintetizzato molto bene la differenza tra la destra dell’io, e la sinistra del “noi”, che significa saper guardare un po’ più in là del proprio orticello, e tentare di risolvere i problemi non solo per sé, trovando scorciatoie personali, ma per la collettività. Partire dalla propria esperienza, ma allargarla sul piano degli altri, della società tutta: questa è la chiave di lettura di come il pensiero progressista affronta le questioni e rifiuta, come inaccettabili, soluzioni “ad personam” che tanto piacciono invece allo schieramento conservatore e berlusconiano in particolare.

Il discorso conclusivo di Walter Veltroni segna, io penso non per caso, una evidente novità nei toni e nei temi trattati, tanto che si è parlato di svolta grazie ad una presa di posizione netta ed inequivocabile contro la Destra ed il berlusconismo, ideologia capace di corrodere e corrompere ogni vero ideale di democrazia e di solidarietà sociale. Se le idee sono forti, se i valori sono saldi, non conta che i sondaggi vadano oggi da un’altra parte: chi li insegue perde non solo la propria anima e la propria identità, che sarebbe già devastante, ma non speri neppure di riconquistare un consenso che in questo momento è come ipnotizzato dalle sirene della destra.

Il Partito Democratico faccia dunque il suo cammino, produca le sue idee e proponga le sue soluzioni, non tradendo quelli che sono i suoi valori costitutivi: trovando forme nuove per comunicare, condividere, ricercare, e, in questo, l’esperienza della Scuola di Cortona è e sarà davvero preziosa.

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