mercoledì 14 novembre 2007

Interrogazione circa la mancanza della biglietteria ATP a Brignole

Dal 26 giugno scorso il capolinea delle autolinee di trasporto locale della compagnia di trasporti pubblici ATP è stato trasferito da p.zza della Vittoria a Genova Brignole;

Questo spostamento, che avvicina il capolinea ATP alla sede ferroviaria è da considerarsi positivamente, in quanto migliora l’integrazione dei due mezzi. E’ infatti più agevole per un viaggiatore magari munito di bagaglio interscambiarsi dal treno all’autobus, e viceversa.

Allo spostamento dei mezzi non ha però fatto seguito un analogo spostamento della biglietteria ATP, che da p.zza della Vittoria è stata trasferita in via Macaggi 25/1, con orario lunedì-venerdì 7.30-13.00 e 15.00-18.30, sabato 8.00-13.00, domenica chiuso;
Per inciso, abbiamo ricevuto delle segnalazioni di utenti secondo le quali il sabato in realtà lo sportello sarebbe chiuso, quindi l’orario effettivo sarebbe ancora ridotto.

Nella stazione Brignole non vi è alcuna struttura specificamente dedicata alla vendita dei biglietti e degli abbonamenti ATP, a parte l’edicola all’interno della stazione che però non fornisce informazione su orari e itinerari.

Non è possibile acquistare in questa stazione gli abbonamenti integrati provinciali ferro-bus in quanto le biglietterie di Trenitalia non offrono tale possibilità, come invece avrebbe fatto supporre l’accordo con AMT e ATP e ferrovia di Casella entrato in vigore a luglio di quest’anno;

Sia le biglietterie Trenitalia, sia quelle AMT riconoscono gli abbonamenti integrati, ma non li emettono. Diversi utenti fanno inoltre presente che sarebbe molto utile poter acquistare l’abbonamento integrato anche in stazione (non solo a Brignole, ma anche a Principe), dato che chi viene da fuori Genova spesso trova chiuse, al mattino presto o al ritorno la sera, le biglietterie nelle località di partenza.

La biglietteria di via Macaggi, non effettua orario continuato e non è abilitata ai pagamenti con Bancomat, per cui occorre presentarsi allo sportello muniti di contanti, cosa non sempre agevole per gli utenti, che anche di questo si lamentano.

Circa le informazioni a disposizione degli utenti in merito alle linee, alle frequenze, alle fermate, si limitano a tabelloni molto sintetici posizionati nelle vicinanze delle fermate degli autobus; non è possibile avere orari cartacei o richiedere ulteriori informazioni, tanto meno avere un orario integrato con i treni e le linee urbane.

E’ indubbio che la mancanza di una biglietteria nelle immediate vicinanze del capolinea degli autobus ATP limita molto la possibilità di ottenere informazioni circa le linee, gli orari, l’acquisto di biglietti e di abbonamenti, in particolare di quelli integrati provinciali ferro-bus;

Riteniamo che gli utenti che transitano nella stazione sarebbero notevolmente favoriti nell’acquisto dei biglietti e degli abbonamenti se vi fosse all’interno della stazione Brignole un servizio di biglietteria per le linee ATP, in grado di offrire anche servizi di informazione, che potrebbero configurarsi anche come supporto al turismo dell’entroterra e delle località minori.

Si pensi che le linee ATP servono quasi cento comuni della costa e dell’entroterra, di questi più di 70 sono collegati direttamente con il capoluogo e le linee corrispondenti convergono appunto sul capolinea di Brignole. Anche in considerazione di questa capillare rete di trasporti, di fondamentale importanza per molti lavoratori e studenti dell’entroterra, che giungono a Genova ogni giorno da tutta la Provincia, dotare di adeguati servizi di biglietteria e di informazioni una stazione come Brignole appare necessario. Da Brignole, tra l’altro, transitano ogni giorno ben 60.000 passeggeri (fonte Grandi Stazioni).

E’ per questo insieme di motivi che chiediamo al Presidente Repetto e all’Assessora Dagnino se la Provincia non intenda attivarsi presso gli Enti competenti (Società Grandi Stazioni, Comune di Genova, ecc.) perché siano individuati presso la Stazione Brignole (e, alla luce delle richieste pervenute, anche presso la stazione Principe) gli spazi adeguati ad installare la biglietteria delle autolinee ATP.

martedì 16 ottobre 2007

14 ottobre 2004: le primarie del Partito Democratico, grande lezione di democrazia partecipata

Innanzi tutto, grazie: grazie a tutti coloro che sono andati a votare, 3 milioni e passa di cittadini che hanno scelto, ancora una volta, di esserci, di partecipare. Si sono messi in fila, hanno pure pagato qualcosa, ed hanno esercitato la democrazia nel solo modo in cui va esercitata: votando. Molti hanno rinunciato alla gita fuori porta, e sono andati alle urne, non sempre facilmente reperibili data l’estrema varietà delle collocazioni. Era bello vedere quelle file di persone che, dopo aver consultato le liste esposte nei seggi, versavano l’euro (a volte anche di più), e andavano a votare. Bello vedere una così grande partecipazione, nonostante tutto, o forse proprio dopo il clima avvelenato degli ultimi tempi: una ventata di aria fresca a spazzare un po’ i miasmi dell’antipolitica.
E adesso? La domanda di partecipazione espressa dalla gente non può essere disattesa: è questo il grande messaggio che le primarie ci consegnano. Le persone vogliono poter contare, incidere nelle scelte che li riguardano. Non accettano di fare le comparse di un teatrino i cui testi sono scritti da altri, ed hanno ragione. Viva quindi le primarie, estendiamole a tutte le scelte importanti, e specialmente alle candidature per le cariche istituzionali: abbiamo scoperto il vaccino dell’antipolitica, usiamolo per risanare la società.

martedì 11 settembre 2007

Rispettare le regole, ma è poi tanto difficile?

Fatta la legge, trovato l’inganno: in questa frase, lo sappiamo, si riassume buona parte dell’atteggiamento degli italiani nei confronti delle leggi.
Le leggi, almeno questa è l’intenzione, dovrebbero essere una garanzia di equità per tutti i cittadini: in esse il debole dovrebbe trovare conforto e protezione dalle prevaricazioni dei prepotenti, azzerando quelle differenze e quelle sperequazioni che in natura chiamiamo “legge del più forte”.
Il rispetto delle leggi, in una democrazia come la nostra, dovrebbe andare a tutto vantaggio dei cittadini deboli, e svantaggiati.

Certo, un prerequisito fondamentale è quello che le leggi siano “giuste”. Ma cosa si intende per legge giusta? Un primo orientamento ci viene dato, io credo, dalla nostra Costituzione. Una legge che rispetti lo spirito di quella carta si pone già in un solco autorevole e i cui principi sono largamente condivisi non solo da noi italiani, ma da molti stati europei e mondiali.

Non essendo una esperta di leggi e di diritto, non mi addentro oltre in questo ragionamento, e tento di lanciare un sillogismo, in base al quale se una legge è giusta, e se tutti la osservano, allora la conseguenza è che vi sarà più giustizia per tutti.

Se pagare le tasse è giusto e se tutti le pagano, allora vi saranno più risorse per tutti e si potranno pagare i servizi comuni; Se lasciare libere le corsie preferenziali è giusto, e se tutti le lasciano libere, i mezzi pubblici (bus, taxi, ambulanze, ecc.) andranno più veloci e i servizi saranno migliori per tutti; ecc.

Se siamo d’accordo fino a qui, non si capisce allora perché non si accetti il principio che, chi contravviene a queste leggi, debba essere punito. O meglio, si accetta, ma solo sempre nei confronti degli altri, trovando per noi stessi sempre una debita eccezione che ci ha costretti a contravvenire, ma senza volere e quindi non ne dobbiamo giustamente rispondere.

Ad esempio: Non pago le tasse, ma perché i soldi vengono spesi male; Non è giusto che le moto non possano usare le corsie preferenziali perché ingombrano meno delle auto; ecc.

Il rispetto delle regole è dovuto, ma da parte degli altri. L’inguaribile individualismo italico ci fa sempre distinguere noi dagli altri. Forse uno dei problemi a rispettare le regole è proprio nel sentirsi unici e non parte di una società civile, individui prima che cittadini. Non è tutta colpa nostra, sia ben chiaro: anni e anni di cattiva gestione del rapporto tra Stato e cittadini ha prodotto questo stato di cose.

Però questo non può e non deve essere un alibi, penso sia nel nostro interesse che le leggi ci siano e siano rispettate da tutti, che rispondano a precise esigenze di trasparenza, di equità, di rispetto dei principi costituzionali. Esse non sono perfette, e si devono migliorare, anche con il contributo dei cittadini. Ma questo non ci autorizza a violarle o a essere per questo giustificati: Socrate ha preferito bere la cicuta e sottostare ad una legge ingiusta, piuttosto che vivere in un mondo senza leggi, perché era consapevole che senza leggi non vi è civiltà.

venerdì 27 luglio 2007

Si ai parchi come espressione del territorio

Durante il Consiglio Provinciale del 25 luglio 2007 si è discusso di una proposta ventilata durante la campagna elettorale dal deputato verde Roberto Poletti, e che concerne la creazione di un parco marino e terrestre esteso da Portofino a Moneglia. L’Ulivo, tramite l’intervento del Consigliere Pedroni, ha chiesto chiarimenti in merito alla Giunta, ritenendo che tale proposta giungesse in modo poco condiviso con il territorio. Questo non significa di certo che l’Ulivo sia contrario ai parchi, prova ne è la grande attenzione per la salvaguardia del territorio provinciale portata avanti in questi anni. E’ vero che però ogni progetto di salvaguardia va unito ed integrato con le esigenze di uno sviluppo economico sostenibile ed in grado di innescare un processo virtuoso che coinvolge turismo, agricoltura, artigianato, ecc. ottimi esempi nella nostra regione sono, ad esempio, il Parco dell’Aveto o quello delle 5 Terre, inizialmente guardati con sospetto e adesso difesi a spada tratta dagli stessi abitanti. L’ assessore Renata Briano ha dichiarato che l’impegno della giunta è orientato ai quattro parchi regionali attualmente esistenti e che l’unica auspicata modifica ai loro confini è quella di unificare l’area protetta di Portofino con la sua riserva marina, al pari delle 5 Terre, in modo da facilitarne la gestione, ottimizzandone le risorse e l’efficacia della promozione.

lunedì 23 luglio 2007

Sul monte Penna, insieme all'ANPI

Domenica 22 luglio, commemorazione sul monte Penna di due partigiani uccisi dai nazifascisti durante la guerra di liberazione.
Ho partecipato con grande commozione alla bella cerimonia svoltasi sul monte Penna, presso il cippo a loro dedicato, per ricordare ed onorare due patrioti che hanno dato la vita per un ideale di libertà e democrazia.
Non si ricordano mai abbastanza coloro che ci hanno permesso di condurre, specie a noi delle generazioni successive, un’esistenza al riparo dagli orrori e dalle privazioni che hanno caratterizzato la loro. Un’esistenza dove è possibile esprimere liberamente idee e giudizi, dove la democrazia è un valore riconosciuto, anche se, forse, non compiutamente realizzato.
Non possiamo pensare, per questo, che ideali come quelli portati avanti dai partigiani al tempo del nazifascismo siano oggi obsoleti o, peggio, tramontati: oggi più che mai occorre ricordare che diritti importanti come la democrazia, il valore civico, l’uguaglianza e la pari dignità tra tutti gli esseri umani non si possono mai dare per scontati ed acquisiti, e che si devono costantemente difendere dagli assalti della reazione e dell’autoritarismo.
Molto piacere mi ha fatto vedere molti giovani iscritti all’ANPI che presenti all’evento hanno con entusiasmo partecipato e collaborato attivamente alla sua organizzazione. Quei giovani che al nord come al sud si riconoscono in quegli stessi ideali e li preservano, diffondendoli e mantenendoli vivi, perché li sentono attuali anche oggi.
A ben vedere, quei ragazzi che, al sud, combattono contro la mafia, la camorra l’illegalità diffusa, si pongono idealmente in un solco già tracciato, anni fa, proprio dall’ANPI, che combatteva per liberare l’Italia dai fascisti e dai nazisti.

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