domenica 22 novembre 2009
Calendario lavori della Provincia di Genova
1^COMM.NE
ore 9.30 - Presentazione Bilancio 2010.
MARTEDI 24.11.09
2^-4^COMM.NE
ore 10.00 - Audizione Ass.ne Legambiente in accoglimento della richiesta pervenuta ai Presidenti delle Comm.ni 2^-4^ su”Progetto del nuovo Ospedale Galliera.
2^-4^COMM.NE
ore 15.00- Audizione E.O. Ospedale Galliera “ su Progetto Nuovo Ospedale Galliera”
MERCOLEDI 25.11.09
ore 10.15 - GRUPPO
ore 15.00 - CONSIGLIO
GIOVEDI 26.11.09
ore 15.00 - 1^COMM.NE - Presentazione Bilancio 2010. Sala Consiglio
VENERDI 27.11.09
ore 9.30 - 1^-4^COMM.NE - Civico Museo Biblioteca dell’Attore. Rinnovo convenzione e informazioni in merito.
LUNEDI 30.11.09
ore 9.30 - 1^COMM.NE - Presentazione Bilancio.
ore 15.00 - 4^COMM.NE-Modifiche al regolamento” Modalità per la costituzione, la nomina e il funzionamento della Comm.ne consultiva Prov.le per l’autotrasporto di merci per conto proprio”.
- Modifiche al regolamento” Modalità per la costituzione, la nomina e il funzionamento della Comm.ne consultiva Prov.le per l’autotrasporto di merci per conto terzi”.
Parteciperà Ass.re Dagnino
GIOVEDI 3.12.09
ore 9.30 - 1^COMM.NE - Presentazione Bilancio 2010. Sala Consiglio
giovedì 12 novembre 2009
Se qualcuno credeva che il PD fosse a fine corsa, è stato smentito 3 milioni di volte
Il discorso di Lorenzo Basso all'Assemblea Regionale del 9 novembre al Galata Museo del Mare, dove è stato proclamato segretario regionale PD Liguria"Il 25 ottobre è stato un giorno importante non solo per il Pd, ma per la democrazia italiana. Milioni di persone hanno dimostrato ancora una volta di credere nel Partito Democratico come unica vera alternativa alla destra – esordisce Lorenzo Basso dal palco del Galata Museo del Mare - .
Se qualcuno credeva che il PD fosse a fine corsa e che il nostro progetto fosse fallito prima ancora di prendere il volo, quel qualcuno, il 25 ottobre, è stato smentito tre milioni di volte. Il congresso è stato un grande momento di confronto, fra posizioni e sensibilità diverse. Questa è la nostra democrazia. Una democrazia che anche il centrodestra invidia, come indica il sondaggio secondo cui il 63% dell’elettorato del Popolo delle Libertà desidera le primarie per la selezione del proprio leader. Un sogno vano per loro. Per questo oggi possiamo concederci un momento di giusto orgoglio come democratici. Noi non siamo emanazione del nostro leader; è il leader ad essere la nostra emanazione, perché da noi liberamente e democraticamente eletto. Agli elettori, agli iscritti e soprattutto ai militanti, che sono e restano il cuore e il motore del nostro partito, ogni democratico deve un piccolo e sincero “grazie! Siete la parte migliore del nostro modo di fare e vivere la politica".
Dal palco del Galata il segretario regionale ringrazia i suoi due “avversari” alle primarie e il segretario uscente Tullo, che in quest’Assemblea gli passa ufficialmente il testimone.
“Per la prima volta abbiamo affrontato primarie aperte, senza esiti scontati e che hanno confermato sostanzialmente i risultati dei congressi. Anche questo è un ulteriore segno di compatezza tra il partito, i suoi iscritti e la parte più attiva dei suoi elettori. E se anche in Liguria è stata una partita da giocare fino in fondo lo dobbiamo a Sergio Cofferati ed Ermanno Pasero – dichiara Basso - , con i quali il confronto è stato a volte duro, ma sempre rispettoso e corretto. Sono certo che la nostra collaborazione sarà un elemento fondamentale per compiere al meglio i passi che ci aspettano. Un grazie, sentito e riconoscente, a Mario Tullo, per aver guidato il Pd ligure in questa sua prima fase. Ha svolto il suo compito con grande passione, nonostante le difficoltà legate agli impegni romani, cui da oggi potrà dedicare ogni attenzione a beneficio di tutti i liguri".
Il neo segretario si ferma poi ad analizzare la mancata corrispondenza tra popolo delle primarie e popolo democratico, vale a dire coloro che votano PD.
“Solo per fare un esempio – spiega Basso - alle primarie gli ultracinquantenni sono stati il 6% in più di quanti ci hanno votato alle elezioni europee. E’ questo un segnale della nostra difficoltà nel coinvolgere i giovani e nell’andare oltre lo zoccolo duro delle categorie tradizionali del nostro elettorato. Scarsa è stata anche l’affluenza da parte dei giovanissimi e degli immigrati. Dobbiamo domandarci seriamente se ciò sia dovuto ad un problema di comunicazione o ad una vera difficoltà di relazione con questi mondi, che pure dovrebbero essere naturalmente orientati a guardarci con interesse. Ogni mozione ha poi intercettato aree di consenso in parte differenti. Questa è una grande risorsa per il Pd, il presupposto per un’ulteriore apertura. Ogni mozione ha costruito relazioni profonde che non debbono essere perse, ma incluse e valorizzate nel partito”.
Lorenzo Basso lancia a questo punto un appello all’unità nel Partito: “Adesso abbiamo la forza per abbandonare le ambiguità che ci hanno paralizzato e penalizzato nei nostri primi passi. Sappiamo che esistono al nostro interno sensibilità e opinioni diverse, ne conosciamo il peso e proprio per questo siamo in grado di parlare con una voce sola. Ai media deve arrivare solo questa sintesi, non i passi che hanno condotto alla sua formulazione. Lo dico rivolgendomi non solo agli esponenti delle mozioni minoritarie, ma anche a chi ha sostenuto la linea che ha prevalso. Non ci debbono essere rese dei conti, né spartizioni di posti per quote e mozioni, perché nel Pd che vorrei costruire qui in Liguria chi merita avrà spazio, indipendentemente dalla mozione. Ognuno sarà valorizzato per le proprie capacità, per quello che può fare e, anche ma non solo, per ciò che può rappresentare”.
Una linea che si traduce nelle scelte di Basso per l’esecutivo regionale, che verrà presentato nelle prossime settimane. “Saranno scelte di cui mi assumerò personalmente la responsabilità – spiega il segretario del PD Liguria - , perché adesso che una linea ha prevalso non possiamo ricominciare a trattare su tutto con i bilancini tanto cari alla vecchia politica; altrimenti a cosa sono serviti cinque medi di congresso? Ascolterò tutti, senza pregiudizi di mozione, e poi varerò un esecutivo che non sia una camera di compensazione fra posizioni; è la direzione, cui spetta la scelta delle linea politica, il luogo dove avverranno le discussioni e le mediazioni. L’esecutivo sarà un organo operativo, diviso in dipartimenti tematici, guidati da persone scelte per le loro competenze. Di esso faranno parte personalità di tutte le realtà territoriali. Per questo baserò le mie decisioni sui curriculum dei potenziali membri dell’esecutivo, curriculum che ciascuno di loro, se scelto, dovrà essere disposto a pubblicare su internet. La trasparenza della politica e nella politica parte anche da questi piccoli esempi, dalla possibilità per tutti di conoscere la storia di chi assume ruoli direttivi e gli eventuali interessi che potrebbero generare conflitti con il suo ruolo”.
Il primo e vicinissimo impegno del Pd ligure uscito dalle primarie saranno le elezioni regionali e il programma del PD.
“Sarà la nostra visione della Liguria – prosegue Lorenzo Basso - ; la nostra identità trasformata in proposte. Sarà un programma innovativo nel merito dei contenuti e per metodo Sarà il nostro regalo di Natale a Claudio Burlando. Entro Natale il Pd ligure organizzerà cinque incontri di tipo seminariale attorno alle priorità che la nostra regione dovrà affrontare nel breve e medio termine.Saranno quindi cinque le grandi aree su cui ci concentreremo. Innanzitutto economia, lavoro e impresa. Il secondo campo sarà quello dei saperi, in cui affronteremo il tema centrale dell’istruzione, dell’orientamento, della formazione, della riqualificazione professionale e delle politiche attive del lavoro. La terza linea d’azione sarà dedicata ai servizi per la persona. Il quarto ambito avrà ad oggetto la risorsa forse più importante per la Liguria: il suo ambiente e il suo territorio. Infine, come quinto punto, cultura, sport e turismo. Svolgeremo un incontro per ogni coordinamento territoriale, perché dobbiamo elaborare un programma regionale”.
Proprio l’elaborazione del programma costituirà il primo banco di prova per rivedere e adeguare la struttura del Partito.
“Dobbiamo renderla più moderna e attraente per quella parte dinamica della società che deve costituire la nostra nuova frontiera – interviene Basso - . Sarà un processo graduale e lungo. Non sarà facile passare dalla dimensione dell’uomo solo al comando, che abbiamo conosciuto in questi primi anni, a quella di una collettività in marcia verso un traguardo comune. L’organizzazione del PD dovrà essere riformulata alla luce degli obiettivi che vogliamo realizzare. Il principale di essi è la presenza nei luoghi di vita, lavoro e studio della persone e si riassume in una parola: apertura. Abbiamo anche bisogno di una formazione politica impostata in modo nuovo. Dobbiamo favorire il mescolamento fra circoli attraverso iniziative condivise, che superino la logica puramente territoriale. Sto pensando ad un’assemblea regionale dei circoli da tenere non oltre gennaio e poi almeno una volta l’anno e credo sia importante che ogni Coordinamento territoriale organizzi consultazioni periodiche della propria dirigenza di base, almeno una ogni due mesi, come in parte già avviene. Possiamo così alimentare quel dibattito continuo fra base e dirigenza”.
Dibattito e relazione che il segretario Basso sottolinea come fondamentale nel rapporto con gli amministratori del Pd.
“Non è pensabile che gli eletti nelle file del Pd non partecipino alla vita del partito e non lo consultino per le scelte fondamentali – commenta Lorenzo Basso - . Non deve più accadere che ci siano amministratori i cui volti sono sconosciuti ai circoli delle zone da cui sono stati eletti. Voglio sia chiaro che la voce della base sarà ascoltata per valutare se un eletto merita o non merita di essere ricandidato. Vi è poi l’immenso patrimonio di possibili relazioni offerto dal popolo delle primarie. Cittadine e cittadini da coinvolgere nel nostro progetto e fidelizzare al Partito Democratico. A queste persone dobbiamo offrire incontri stimolanti, con personalità di alto livello e modalità innovative, coinvolgerli lentamente con la strategia dei piccoli passi. Queste modalità ci consentiranno di vincere una seconda sfida, forse la più dura che abbiamo davanti: coinvolgere molto di più i giovani nel nostro progetto politico”.
Quello delineato dal neo segretario regionale è il Partito Democratico da costruire nei prossimi mesi.
“Lo dovremo fare mentre affronteremo la campagna per le elezioni regionali – conclude Basso-. La Liguria risulta una delle regioni più contendibili, come dimostrato dall’andamento ondivago dell’elettorato: dalla vittoria di Biasotti nel 2000, a quella di Burlando nel 2005, alla sconfitta di misura del centrosinistra nelle politiche dello scorso anno, che ci ha fatto perdere il premio di maggioranza al Senato. Tutto questo fa della nostra regione un elemento decisivo, un simbolo per tutto il nord-ovest. Dovremo affrontare una campagna dura, in cui il centrodestra si muoverà con tutti i mezzi a sua disposizione e per la quale ci sarà – è molto probabile – un intervento diretto del Presidente del Consiglio. L’impegno da parte nostra dovrà essere massimo, a partire dai militanti, cui dovremo chiedere di compiere altri grandi sforzi per trainare il Pd e Claudio Burlando verso la vittoria. Potremo contare su un’alleanza larga ma di programma, forte perché sperimentata e motivata dal desiderio di non vedere interrotta un’azione di governo efficace. Siamo chiamati ad una sfida grande, ma alla nostra portata. Sin da ora ringrazio tutti quelli che crederanno in questa nuova sfida e che si impegneranno con me per sostenere l’idea di una Liguria democratica e moderna, una Liguria che guarda avanti, una Liguria per tutti”.
Clicca qui per leggere la versione integrale del Discorso Lorenzo Basso Assemblea Regionale del 9 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
Dopo il Congresso, tutti insieme per un PD forte e radicato nella società
il giorno dell’Assemblea Regionale ha segnato, anche in Liguria, una tappa ad un tempo conclusiva e fondativa di un percorso in cui ci siamo alfine ritrovati a camminare tutti insieme per dare corpo e voce alle idee che il PD vuole portare avanti.
La relazione del nuovo segretario, Lorenzo Basso, ha rispecchiato molto coerentemente i temi già proposti nel corso del congresso: essere prima di tutto un partito popolare, che guarda ai ceti produttivi intesi come operai, impiegati, dipendenti e piccoli imprenditori. Tutti coloro, cioè, che vivono del loro lavoro, e si trovano ad affrontare con difficoltà una crisi economica che il Governo e la destra hanno fino a ieri negato e che oggi ritengono sia già alle nostre spalle.
Il PD vuole anche essere un partito laico, in grado di confrontarsi sui programmi con tutti coloro che vogliano portare avanti una alternativa concreta all’attuale Governo della destra.
E vuole anche essere un partito aperto a tutti coloro che ne condividono i valori, un partito che è anche per questo dotato di una solida struttura organizzativa. Un partito aperto al dialogo e al confronto a partire dai circoli fino ad arrivare agli organismi nazionali.
Condivido profondamente questi principi, dei quali Lorenzo Basso, per la sua storia personale e politica, è sempre stato un convinto sostenitore. Anche per questo l’avermi proposto quale Presidente dell’Assemblea Regionale mi ha fatto sentire profondamente onorata.
So che Lorenzo si impegnerà a fondo, insieme a tutto il gruppo dirigente, per dare gambe a questo progetto di PD popolare, laico, aperto e in grado di dialogare con il mondo, capirne i rapidi mutamenti, proporre percorsi e soluzioni che dovranno essere necessariamente condivisi con tutti, a partire dagli iscritti, ma senza escludere (e come si potrebbe?) l’opinione della società civile nel suo complesso.
Una cosa che ho spesso ripetuto durante le diverse fasi congressuali era proprio l’importanza che ha, a mio avviso, la circolazione delle idee tra i diversi livelli territoriali. Circolazione che non deve avvenire in un solo senso, ma al contrario muoversi dal centro ai territori e viceversa.
Gli organismi dirigenti, è vero, devono fare sintesi e prendere su di sé le responsabilità che via via sarà necessario assumere, ma queste scelte saranno tanto più espressione reale del Partito se saranno frutto di una elaborazione corale e in grado di tenere davvero conto del contributo di tutti, a cominciare dal singolo iscritto ma anche di coloro che intendono a qualunque titolo partecipare con idee e punti di vista al dibattito e al confronto con il PD.
Per questo è necessario, io credo, porre le condizioni concrete alla partecipazione cercando costantemente il confronto con tutti, a tutti i livelli, sugli argomenti nazionali ma anche sulle questioni locali e localissime, perché così ci si radica e si instaura quel dialogo quotidiano con la gente, così diverso dalla politica fatta unicamente a partire dai sondaggi.
Ci riuniremo presto per iniziare a dare concretezza alla proposta politica del partito, anche in vista delle prossime elezioni Regionali, ed è in questa occasione che possiamo e dobbiamo contribuire con le nostre elaborazioni e indicazioni allo sviluppo di un dialogo serrato e denso di proposte, osservazioni, critiche quando necessario.
Ogni iscritto, ogni simpatizzante, deve avere la possibilità di partecipare e contribuire alla costruzione di un partito che deve, più che mai, essere vicino alla sua base di riferimento e con essa ricostruire un rapporto di fiducia e di ascolto, per sostenere, a livello di regione la riconferma di Claudio Burlando e per preparare, a livello nazionale, una alternativa credibile al governo della destra. Nel momento stesso in cui questa alternativa sarà pronta, sono certa che molti di coloro che non ci hanno votato e soprattutto molti che non votano più perché delusi dalla politica, torneranno a darci la loro fiducia.
domenica 8 novembre 2009
Bersani: non credo al partito di un uomo solo, ma a un collettivo di protagonisti
In una bella giornata di sole romano si è svolta a Roma, presso la sede della Nuova Fiera, l'Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Giunti da tutta Italia fin dal primo mattino, i delegati si sono ritrovati nei grandi padiglioni per prendere parte, non senza emozione, all'evento che avrebbe sancito, in forma ufficiale, l'elezione di Pier Luigi Bersani a nuovo segretario del PD.
Ci si incontra, ci si ritrova, ci si saluta con affetto: cerco altri delegati dalla Liguria, e trovo quasi subito Margherita Mereto Bosso, segretaria dei Giovani genovesi. E gli altri? Siamo tanti, non è semplice ritrovarsi nella moltitudine. Entriamo percorrendo i lunghi camminamenti che ci portano ai padiglioni dedicati all'evento, sono davvero grandi, allestiti con una sobrietà che ci piace: il pavimento è un unico immenso tappeto rosso fuoco, che fa risaltare ancora di più il biancore della grande architettura industriale.
Ci accreditiamo, e ritirata la delega per le votazioni passiamo nel padiglione dedicato ai lavori dell'Assemblea. C'è già parecchio movimento, incontriamo Roberta Pinotti che ci saluta con affetto. Iniziano ad arrivare anche alcuni altri volti "noti": Ermete Realacci, Enzo Bianco, David Sassoli...vedo Mercedes Bresso e la saluto complimentandomi con lei per la determinazione con cui ha deciso di fare le gare per il trasporto ferroviario in Piemonte: "lunedì partono" è la risposta.
Più tardi incontreremo anche Mario Tullo, con il quale non manchiamo di parlare (anche oggi!) di porti e trasporti.
Troviamo posto proprio davanti al podio, qualche fila dietro i posti "riservati".
Prende la parola Maurizio Migliavacca e dopo un breve saluto e ringraziamento a tutti coloro che con la loro opera di volontari hanno reso possibile lo svolgimento del Congresso, annuncia i risultati ufficiali delle Primarie, che confermando quanto già i Circoli avevano detto, proclamano Bersani nuovo segretario del Partito Democratico:
Bersani 1.603.531 voti pari al 53,15 %;
Franceschini 1.035.026 voti pari al 34,31%;
Marino 378.211 voti pari al 12,54%.
Hanno votato in tutto 3.067.821 persone.
Bersani è il nuovo Segretario del Partito Democratico, l'applauso è unanime e quasi liberatorio, anche se non vi era nessuna sorpresa: tutti in piedi a salutare, insieme al nuovo segretario, la fine del lungo Congresso e il ritorno a tempo pieno all'azione politica.
Bersani ha preso la parola e si è rivolto al paese e al partito con un discorso concreto e denso di proposte, dalla crisi economica alle riforme istituzionali. «Ho detto più volte», ha esordito Bersani, «che non credo al partito di un uomo solo, ma a un collettivo di protagonisti. So bene che questo collettivo deve avere forme contemporanee, e rinunciarvi sarebbe regredire. Mi rivolgo a voi non come ci si rivolge a una folla ma come ci si rivolge al gruppo dirigente di un partito, corresponsabile di questa avventura. Per preparare l'alternativa». "Per l'alternativa", infatti, è proprio lo slogan che campeggia nel padiglione 13 della Fiera di Roma. Un'alternativa che passa dal ripudio del leaderismo e dalla costruzione di un partito vero. «Noi siamo orgogliosi di sentirci costruttori di un partito. Costruendo un partito realizziamo la Costituzione, che parla di partiti e non parla di popoli. Esiste un'altra modernità, alternativa alla deformazione plebiscitaria della nostra democrazia. Una modernità che può venire dal rafforzamento e dalla riforma del sistema parlamentare, da una legge elettorale che riconsegna ai cittadini la scelta dei parlamentari». Una riforma in attesa della quale, ha precisato poi Bersani nelle sue conclusioni, «meglio fare le primarie per scegliere le posizioni nelle liste per il parlamento». Il neosegretario ha tenuto una relazione solida e accurata, fondata sull'analisi dei problemi che investono il paese, proponendo «un'assemblea di mille amministratori del Pd, aperta ad amministratori di ogni orientamento, per denunciare il federalismo delle chiacchiere e parlare di federalismo dei fatti. Non si pensi, a cominciare dalla Lega, di poter raccontare delle favole mentre noi stiamo zitti». Secco col governo - «dialogo no, confronto sì, ma solo in parlamento e non sugli affari del premier» - e fiducioso sulle possibilità di D'Alema di diventare ministro degli esteri dell'Unione Europea - «ne saremmo orgogliosi» - Bersani ha proposto, tra le altre cose, un sistema di quote per valorizzare la presenza femminile non solo in politica, ma nella società. «Noi non tolleriamo la posizione discriminata delle donne. Vogliamo guidare un forte movimento di opinione che chieda una soluzione transitoria di quote, perché la discriminazione più forte è quella che tiene le donne fuori dai centri decisionali». Concretezza e pragmatismo anche su questo delicato argomento, che del resto è stato affrontato nello stesso modo in altri paesi europei (Norvegia, Francia), dove si è introdotto un sistema di quote per riequilibrare la presenza femminile nei consigli di amministrazione e nei luoghi decisionali. Presenza che non va mai disgiunta dal merito e dalle capacità, è chiaro, ma ciò non può essere un alibi per relegare le donne in ruoli di comprimarie.
Il punto centrale del suo intervento, Bersani lo dedica al progetto del nuovo partito, sgombrando il campo da dubbi e dalle tentazioni "nostalgiche" che i suoi avversari gli avevano attribuito durante la campagna congressuale. «Dobbiamo costruire il partito che abbiamo promesso ai cittadini e ai militanti. Nessuna nostalgia deve imprigionarci o trattenerci, dobbiamo sentire la necessità del nuovo da costruire. Ci rivolgiamo a tutto il centrosinistra, senza trattino, nella legittima ambizione di farci più forti. Liberiamoci da parole vecchie e passate, la nostra proposta politica non è una coperta da tirare al centro o a sinistra. Quel che conta è il progetto, l'idea di paese. Al di fuori di questa ambizione non si è più di centro o più di sinistra, si è un partito piccolo condannato nei nostri confini». Anche per questo, ha poi precisato Bersani nel corso delle sue conclusioni, «il Pd è coperto sia a sinistra che al centro». Un passaggio particolarmente apprezzato che ha trascinato gli applausi fino alla fine della relazione - «Un partito giovane ci chiede di essere giovani nel cuore» - accolta da una standing ovation.
È stato anche il giorno dell'elezione dei nuovi organismi, dal vicesegretario Enrico Letta ai 120 componenti della direzione nazionale. Tra i liguri chiamati a farne parte figurano Andrea Orlando, Roberta Pinotti e Mara Carocci, oltre a Claudio Burlando (Presidente di Regione), Lorenzo Basso (Segretario Regionale) e Marta Vincenzi (Sindaco di area metropolitana).
E' stato anche il giorno dell'elezione della presidente del partito, Rosy Bindi, visibilmente commossa nell'accogliere la nomina e nel ricordare il suo predecessore, Romano Prodi.
Sono stati eletti vicepresidenti Ivan Scalfarotto e Marina Sereni espressione rispettivamente della mozione Marino e Franceschini.
Durante la fase riservata agli interventi liberi, sia Dario Franceschini che Ignazio Marino hanno dato al neosegretario la loro disponibilità a lavorare insieme. Marino si è detto «molto soddisfatto del discorso di Bersani», al quale ha messo «a disposizione le nostre forze», perchè ora «ci faccia vincere». Stesso concetto ribadito, seppure con qualche sorriso in meno, da Dario Franceschini: «Abbiamo la responsabilità di sostenere lealmente chi ha la responsabilità di guidare il partito: noi, Pier Luigi, faremo così».
E' arrivato il tempo dei saluti. Rosy Bindi annuncia la fine dell'Assemblea, non senza fissare il prossimo appuntamento: ci vedremo già tra un mese, o al massimo subito dopo Natale. Non possiamo perdere tempo, c'è tanto da fare, e con la collaborazione di tutti dobbiamo onorare quella responsabilità che le Primarie ci hanno affidato.
lunedì 2 novembre 2009
Progetto “Imbroccala giusta” per promuovere un uso consapevole dell’acqua potabile
Solo nel 2006 per produrre le bottiglie di plastica per 12 miliardi di litri di acque minerali sono state utilizzate 350 mila tonnellate di PET, con un consumo di 665mila tonn. di petrolio e un’emissione di gas serra di circa 910mila tonn. di CO2 equivalente.
Delle bottiglie di plastica utilizzate solo un terzo circa sono state raccolte e destinate al riciclaggio.
Il Progetto “Imbroccala giusta” della Provincia di Genova si propone di diminuire la propensione all’acquisto di acqua in bottiglia con i seguenti obiettivi:
- Diminuzione dei rifiuti costituiti dalle bottiglie di plastica
- Diminuzione inquinamento atmosferico dovuto al trasporto delle bottiglie anche per lunghi tragitti: l’acqua del rubinetto è a chilometri zero
- Aumento della consapevolezza che l’acqua del rubinetto è di pari qualità, se non migliore, rispetto a quella imbottigliata
Il progetto è stato realizzato dall’assessorato all’Ambiente della Provincia di Genova, in collaborazione con il Centro di Educazione Ambientale della stessa Provincia e al Laboratorio Territoriale Tigullio.
Sono state realizzate circa 6500 brocche in vetro riciclato da distribuire alla popolazione in cambio di rifiuti differenziati (carta, vetro, plastica, alluminio). Insieme alle brocche veniva distribuito anche materiale documentario per spiegare l’iniziativa e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di diminuire alla fonte la produzione dei rifiuti, usando ad esempio l’acqua potabile per uso alimentare.
L’iniziativa, partita nei mesi scorsi, ha già interessato diversi Comuni della Provincia (Sestri Levante, Moneglia, Casarza L., Castiglione C., Lavagna) e verrà ripetuta anche nei mesi prossimi dato il grande successo che ha riscosso presso la cittadinanza.